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La performance sul digitale del sistema turistico veneto

Arrivato alla quinta edizione (prima edizione ad ottobre 2016), è partita oggi la due-giorni di Digitali Tourism 2021, l’evento che vuole confermarsi punto di riferimento, prima di tutto a livello regionale, ma anche a livello nazionale, per tutti gli operatori della filiera turistica sui temi strategici dell’innovazione del digitale per la comunicazione e la promozione nel turismo.

Punto centrale degli interventi del mattino è stata la presentazione dei risultati dello studio sulla performance del sistema turistico veneto sul digitale voluto dalla Direzione Turismo della Regione Veneto e realizzato dallo Studio Giaccardi & Associati in collaborazione con Fondazione Comunica.

Lo studio sull’insieme delle destinazioni turistiche del Veneto e sulle loro imprese e sui loro attrattori è stato realizzato su 451 siti (rintracciabili tramite le rispettive URL) dei quali 346 (76,7%) di soggetti privati e 105 (23,3%) di soggetti pubblici, ripartiti su 12 cluster di offerta turistica, dei quali i più grossi sono Hospitality con 115 siti, Enogastronomia con 55 siti e Miti con 52 siti, e con una copertura dell’80% circa della popolazione regionale e del 72% dei Comuni veneti per 63 mila strutture ricettive e più di 754 mila posti letto.

I risultati dell’analisi, sinteticamente comprendono:

  • L’analisi dei volumi medi di ricerca online della domanda finale classificati per OGD e cluster di offerta
  • L’analisi dei valori medi di investimento dell’offerta locale (CPC, cioè costo per click) sempre classificati per OGD e cluster di offerta
  • La cosiddetta SEO Autohority dei 451 siti classificata per cluster e per destinazione a confronto con oltre 58 milioni di siti turistici monitorati nel mondo
  • L’analisi dei punti di forza e debolezza (analisi SWOT) dell’intero ecosistema digitale e dei 12 cluster, incluso il ranking di accessibilità dei siti da parte degli utenti finali
  • 10 proposte di miglioramento data driven dell’ecosistema digitale turistico del Veneto, delle quali 6 proposte per “vuoti strategici” da affrontare  e 4 proposte per “pratiche” da sviluppare.

“L’indagine – dichiara l’assessore regionale al turismo del Veneto Federico Canerrestituisce, nell’insieme e per cluster, luci e ombre del sistema dell’offerta turistica regionale e fornisce indicazioni sulle strategie da intraprendere da parte della Regione, delle destinazioni, ma anche da parte delle imprese per colmare i gap evidenziati. E’ fondamentale recuperare questi vuoti impegnandosi a trasformare una debolezza in un’opportunità. Un obiettivo che può essere conseguito per il tramite di alcuni percorsi prioritari che la Regione sta già mettendo in campo. È assolutamente centrale, per favorire l’incontro tra domanda e offerta, utilizzare e ben programmate le risorse per le politiche di coesione 2021 – 2027. Con i fondi europei infatti oltre a confermare alcune delle azioni a sostegno delle imprese che hanno riscosso più attenzione, come gli aiuti alla rigenerazione delle strutture ricettive, allo sviluppo e consolidamento di club di prodotto e alle aggregazioni di imprese per la promozione sui mercati nazionali e internazionali, con la nuova programmazione intendiamo proporne di nuove per spingere verso la digitalizzazione e la trasformazione delle destinazioni in Smart Tourism Destination. Il tutto con un budget raddoppiato rispetto al settennato 2014-2020. Inoltre attraverso l’utilizzo delle risorse dell’FSE (Fondo sociale europeo) intendiamo porre al fianco delle aziende dei veri e propri ‘web angels’ per supportarle nell’utilizzo dei più moderni strumenti digitali”.

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