Di seguito la newsletter “Turismo: Tendenze & Prospettive – giugno 2026” realizzata in collaborazione con SL&A, che propone aggiornamenti costanti sul turismo. Si concentra soprattutto sulle previsioni basate su dati, studi e ricerche affidabili.
3 giugno. TUTTO BENE: LA GUERRA NON FRENA I VIAGGI.
Secondo UN Tourism (già OMT), nel primo trimestre del 2026 sono 307 milioni i turisti che hanno viaggiato in tutto il mondo, sei milioni in più (il 2%) rispetto allo stesso periodo del 2025 nonostante l’impatto – a marzo – della guerra in Medio Oriente. Il conflitto ridurrà la crescita degli arrivi internazionali di 1 o 2 punti percentuali al di sotto delle previsioni iniziali, che stimavano un +3/4% per il 2026. L’Europa, che è la principale regione di destinazione turistica al mondo, ha accolto oltre 130 milioni di turisti internazionali nel primo trimestre del 2026, registrando un incremento del 4% e dando continuità al forte slancio del 2025 (+5%). Alcune mete hanno beneficiato del reindirizzamento dei flussi turistici. L’Europa mediterranea meridionale e settentrionale hanno entrambe registrato un aumento del 4% degli arrivi nel primo trimestre del 2026, mentre l’Europa centrale e orientale (+6%) ha proseguito la sua ripresa. “Bicchiere piuttosto pieno”.
14 giugno. TUTTO MALE: L’EFFETTO GUERRA SI ABBATTE SULLE VACANZE.
Secondo Assoutenti, la guerra in Medio Oriente da un lato modifica le scelte delle famiglie, dall’altro porta a cambiamenti delle tariffe turistiche. Il primo dato è che i motori di ricerca specializzati in prenotazioni alberghiere mostrano che, chi decide di prenotare a giugno un soggiorno di 7 notti in una delle località di mare del nostro Paese per la settimana centrale di agosto, deve fare i conti con la scarsa disponibilità di strutture ancora libere e prezzi medi più alti: certo, se aspetta un altro po’, avrà le tariffe di settembre. Di contro spostarsi in aereo per raggiungere mete estere anche esclusive risulta quest’anno particolarmente conveniente, grazie al calo della domanda di biglietti aerei legato al conflitto in atto. E quindi un’alternativa è bella che pronta. Il rischio è che la guerra sia utilizzata dagli operatori del settore per applicare rincari di prezzi e tariffe anche per voci che nulla hanno a che vedere con la situazione geopolitica internazionale, realizzando una speculazione sulle vacanze estive degli italiani. “Bicchiere molto vuoto”.
15 giugno. EPPUR SI MUOVE!
Inizia ad emergere un dato che invece dovrebbe essere lampante, dato lo specifico sistema tariffario: secondo Trenitalia, nel 2025 sono stati 2,1 milioni i passeggeri per i viaggi di istruzione. Per quanto la tendenza del comparto non sia valutata come favorevole, schiacciato com’è dalla riduzione delle risorse pubbliche disponibili, con le famiglie che devono pagare da sé le gite, nell’anno scolastico in corso le prenotazioni sono aumentate del 12% rispetto a quelle dell’anno precedente, con 150 mila viaggi in più. Le città sono preferite da docenti e studenti. Firenze, Roma, Milano, Bologna, Torino, Pisa, Napoli e Palermo sono state le mete più scelte nell’anno scolastico in corso. Tra le destinazioni più raggiunte ci sono anche quelle venete (Venezia, Verona, Padova), la Campania (anche Caserta e Pompei), l’Emilia-Romagna (oltre Bologna, Ravenna, Modena, Rimini, Parma) e la Toscana (Lucca e Prato). Quando c’è la stazione si va in treno, altrimenti pullman, se tutto va bene.
Maggio. SE LE FAMIGLIE ESISTONO E ANCORA SCELGONO L’HOTEL.
Tra gli effetti dell’inverno demografico c’è anche la “scomparsa” della famiglia tradizionale e l’esplosione delle forme in cui le persone si aggregano in vacanza. Un’indagine realizzata da Italy Family Hotels basata sulle risposte di oltre 1.200 famiglie italiane individua le tendenze che stanno ridefinendo il mercato del family travel e che aiutano gli hotel a migliorare o sviluppare nuovi servizi. La vacanza non è più concentrata in un unico appuntamento estivo: l’82% delle famiglie prevede di effettuare più di un viaggio nel corso del 2026, con una media di 2,7. Il 70% viaggerà con il proprio nucleo ristretto, ma cresce anche la formula allargata, con il coinvolgimento dei nonni (9%) e dei gruppi di famiglie amiche (11%). Un dato significativo riguarda anche la finestra di prenotazione: a metà aprile 2026 il 63% delle famiglie non aveva ancora prenotato le vacanze estive. Il mercato si orienta verso una logica di multibreak (“microvacanze”, come le chiama SL&A) distribuita durante l’anno. I soggiorni brevi, che nel biennio 2023-2024 rappresentavano una nicchia, oggi valgono il 34%. Sul fronte economico, il 74% delle famiglie prevede di spendere in linea con il 2025, mentre il 16% dichiara di voler investire di più. La vacanza punta al benessere di tutta la famiglia: il divertimento dei bambini resta prioritario, con il 95% che indica aspettative alte o molto alte. Ma accanto all’intrattenimento emergono nuove esigenze: il 79% cerca serenità e il 73% relax per i genitori. Cresce l’attenzione verso l’edutainment: l’82% dei genitori è disposto a spendere di più per strutture che offrano animazione educativa, laboratori artistici, corsi in lingua e attività sportive pensate per coniugare gioco e apprendimento. Quando i figli sono impegnati, i genitori privilegiano in hotel servizi come spa, escursioni per adulti, yoga, meditazione e spazi adults-only. Bei tempi quando tutti volevano le stesse cose!
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9 giugno. LAVORARE STANCA, E METTE PURE ANSIA.
1° giugno. PER IL TRENTINO “A QUATTRO STAGIONI” SERVONO LAVORATORI DAL MONDO.
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