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TURISMO: Tendenze & Prospettive – settembre 2026

Di seguito la newsletter “Turismo: Tendenze & Prospettive – settembre 2026” realizzata in collaborazione con SL&A, che propone aggiornamenti costanti sul turismo. Si concentra soprattutto sulle previsioni basate su dati, studi e ricerche affidabili.

Questa estate abbiamo assistito a un passaggio forzato dalle calde spiagge sovraffollate ai luoghi più freschi e diradati. Il caldo estremo e l’iper-turismo costituiscono ormai fattori di espulsione economica e stanno rendendo insostenibile il tradizionale modello balneare. Il caldo diventa un fattore critico che costringe il settore a un radicale e inevitabile ripensamento strutturale.

16 settembre. ROTTE FLIXBUS.

Le vacanze estive degli italiani hanno premiato, secondo Flixbus, la montagna e luoghi fuori dai circuiti tradizionali. Dal monitoraggio delle corse prenotate nei mesi tra giugno e agosto, infatti, emerge un cambio di preferenze. Innanzitutto, si prediligono i centri medio-piccoli e poco conosciuti alle grandi città d’arte; secondo, le prenotazioni per le rotte montane hanno surclassato quelle marittime. Un fenomeno che si riflette anche nelle scelte oltre confine, dove si consolida la crescita delle Alpi estere. “Via dalla pazza folla”, persino in torpedone.

Settembre. MONTAGNA SUL TRONO.

Sui dati di Ferragosto, anche Assoturismo Confesercenti evidenzia una ridefinizione geografica delle vacanze italiane: la montagna si impone come meta regina registrando 1,6 milioni di presenze (tra il 14 e il 17 agosto), mentre le città d’arte rallentano visibilmente. La spinta decisiva non deriva più soltanto dalla passione per l’escursionismo, ma anche dalla necessità di sfuggire all’afa asfissiante e ai centri urbani congestionati. Questo picco di flussi dimostra la nascita di un mercato polarizzato, in cui il turismo “al fresco” cessa di essere una nicchia d’élite per configurarsi come l’avanguardia delle cosiddette coolcations. Chi cerca il riposo fugge dallo stress termico delle città e delle spiagge tradizionali, preferendo il sollievo delle temperature dell’alta quota. Un fenomeno che sta diventando strutturale: con uno sguardo ai dati Istat, tra il 2019 e il 2025 si registra un +21% di arrivi e +18% di presenze nei 732 Comuni a vocazione montana in Italia. Non solo: i dati sulla stagionalità della montagna evidenziano l’11,5% delle presenze a febbraio, mese di punta per la neve, mentre i mesi di luglio e agosto contano rispettivamente il 14,8% e il 17,3% delle presenze annuali. Verso la stagione unica.

Agosto. SULLE MONTAGNE DEL NORDEST.

Il boom turistico estivo nelle valli e nei laghi del Nord-Est, da Tarvisio alle Dolomiti, certifica come la montagna sia diventata il rifugio prediletto contro le ondate di calore urbane. I dati regionali indicano una crescita netta delle prenotazioni estive rispetto all’anno precedente: un +15,9% in Veneto e picchi in Friuli-Venezia Giulia, con un +21,4% nel Tarvisiano. La componente straniera sembra avere una quota importante in questa specie di travaso di flussi, forse attirati dal successo delle Olimpiadi Invernali e dal riconoscimento UNESCO delle Dolomiti. Tuttavia, con un tasso di saturazione online (l’indicatore delle prenotazioni di camere e alloggi sulle OTA, dati Mitur) che a luglio ha raggiunto il 69% in FVG e il 67,9% in Veneto, gli stessi operatori lanciano l’allarme overtourism, soprattutto nelle solite località, come le Tre Cime o il Lago di Sorapis. Per il periodo estivo giugno-settembre, invece, è il Trentino a superare tutte le altre regioni con il 67,3% di tasso di saturazione delle strutture (seguito da Sardegna con 67,2% e FVG con 66,3%), valore che però, come accortamente ribadito dal presidente di Asat e Trentino Marketing Giovanni Battaiola, è solo indicativo, perché “il tasso di saturazione Ota non ha la totalità delle prenotazioni sul territorio. Gli albergatori sono diventati bravi a mettere in vendita su questi portali il numero corretto di camere. Tendenzialmente si cerca di non utilizzare questi canali, ma di far prenotare i clienti direttamente, per poter incassare di più senza dover dare una percentuale al sito da cui il cliente ha prenotato. Una percentuale così alta non significa che si prenota tanto online, ma certifica una maggiore attenzione delle strutture ricettive sulle modalità di vendita”. Il conto si fa alla fine.

Agosto. FRESCO IN VALLE.

Il trend del turismo montano trova una conferma emblematica in Valle d’Aosta, dove le strutture ricettive registrano una situazione vicina al tutto esaurito. Le valli alpine sono state letteralmente prese d’assalto non solo da flussi domestici di italiani in fuga dall’afa, ma anche da una rilevante componente internazionale composta da francesi, svizzeri e belgi. La ricerca strategica del fresco si dimostra la motivazione primaria che sta alterando le gerarchie dei flussi turistici in Europa. Il grande Nord senza arrivare fino al Polo.

L’OSSERVATORIO DEL TURISMO DEL VENETO SBARCA SUI SOCIAL.

L’Osservatorio del Turismo Regionale Federato del Veneto è il primo osservatorio regionale che ha fatto dell’approccio data-driven il modo naturale per comprendere i fenomeni, basandosi sull’analisi di dati oggettivi e misurabili, e sostenere i processi decisionali. Dalla sua nascita, 7 anni fa, SL&A supporta l’Osservatorio e continua a farlo anche in questa nuova fase di rafforzamento dei suoi canali di comunicazione. Per tutti gli aggiornamenti seguite le pagine LinkedIn e Instagram.

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14 settembre. SHOCK TERMICO E VACANZE.
1 settembre. PARTIAMO A SETTEMBRE.
Agosto. E FRESCO SUL LAGO.
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