Di seguito la newsletter “Turismo: Tendenze & Prospettive – settembre 2026 parte II” realizzata in collaborazione con SL&A, che propone aggiornamenti costanti sul turismo. Si concentra soprattutto sulle previsioni basate su dati, studi e ricerche affidabili.
28 settembre. IL FASCINO ETERNO DEL FLY & DRIVE.
Un risvolto interessante e per certi versi sconosciuto dei fenomeni turistici è quello degli autonoleggi, “short rent” per stare al gergo. Il comparto va a tutto gas, con 10 mila immatricolazioni aggiuntive nel secondo trimestre 2026 rispetto all’anno precedente (+23,7%). Cambiamenti in atto anche per le motorizzazioni: la metà a benzina, il 13% diesel, in crollo, il resto ibride plug-in, che ormai rappresentano il 18% della flotta. Vetture più immatricolate le cinesi, con in testa la BYD Atto 2 e terza la MG 3. Clienti in spolvero gli americani, che vogliono auto “premium”, scendono con voli diretti in scali prima “secondari” (Napoli, Bari, Catania, Palermo, Olbia), scelgono anche giugno e settembre, e grazie all’auto vanno alla ricerca di esperienze fuori dai circuiti e dalle destinazioni mainstream. Quasi un sogno.
22 settembre. SE L’IA COMINCIA A MORDERE IL LAVORO.
Le Monde riporta uno studio che mostra, in Francia, un netto calo delle offerte di lavoro per le professioni più esposte all’IA generativa, quelle legate all’informatica e alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Il numero di nuove offerte pubblicate sul sito di France Travail per queste professioni è sceso di oltre il 50% rispetto a quelle poco esposte, come i giardinieri o gli infermieri. Il turismo si salva, teniamocelo stretto.
21 settembre. SOVRATURISMO VERSUS AEROPORTI?
La Repubblica rileva che alcune delle destinazioni in maggiore sofferenza per quanto riguarda l’eccesso nel numero di escursionisti (il cosiddetto overtourism) hanno però aeroporti che progettano e realizzano aumenti notevoli nella loro capacità operativa. È il caso di Barcellona, Maiorca e, da noi, Venezia. Per non parlare delle Autorità portuali, che molto spesso si sforzano di massimizzare navi, toccate e passeggeri crocieristi “mordi e fuggi”, che scendono a terra solo per poche ore: una ridda di soggetti e competenze scoordinate. Contro questa tipologia di “turisti” si muovono i Comuni, come ad esempio Amsterdam, con le armi di cui dispongono: la tassazione, le regolamentazioni commerciali o l’urbanistica. Grande è il disordine sotto il cielo, ma la situazione non è eccellente.
14 settembre. BALNEARI ALL’ULTIMO ROUND?
Non ce l’ha fatta Frits Bolkestein a vedere l’ultimo capitolo (se è l’ultimo) della saga, tutta italiana, delle concessioni balneari. Adesso il Consiglio di Stato ribadisce che le concessioni balneari dovranno essere riassegnate tramite gare pubbliche entro il 30 settembre 2027. Niente nuove proroghe, indennizzi automatici o diritti acquisiti per i concessionari uscenti. Il pronunciamento segna quindi la chiusura definitiva di una stagione durata anche troppo. Dopo anni di rinvii, l’Italia dovrà finalmente applicare il principio stabilito dall’Unione Europea: le spiagge sono beni pubblici e il loro affidamento deve avvenire attraverso gare trasparenti, aperte e competitive. La partita non è più se fare le gare, ma come farle. È (stata) una brutta storia, molto simile a quella delle “quote latte”, che getta una luce sinistra su tutto il sistema italiano delle concessioni: dalle acque minerali agli aeroporti, dalle piste da sci ai porti turistici. Beni pubblici privatizzati sottocosto.
31 agosto. CHATGPT ADS SBARCA ANCHE DA NOI: TANTO TUONÒ CHE PIOVVE.
“Se su un qualunque motore di ricerca l’utente formula generalmente una query relativamente sintetica, in ChatGPT può invece descrivere in modo molto più articolato ciò che sta cercando”, questo è il claim del nuovo canale di pubblicità che si attiva in Italia, che andrà a guadagnare il proprio posto nel paniere a fianco degli altri (dalla TV alla stampa). È questo contesto conversazionale a rendere ChatGPT interessante dal punto di vista pubblicitario: permette potenzialmente di intercettare l’utente mentre sta esplorando alternative o valutando concretamente una scelta. La piattaforma sta quindi assumendo gradualmente alcune delle caratteristiche tipiche dei sistemi di performance advertising più maturi. Ma attenzione: pubblicità e risposte organiche restano separate. Acquistare pubblicità su ChatGPT non permette di influenzare le risposte generate dall’AI. OpenAI mantiene gli annunci separati dalle risposte organiche: da una parte c’è la visibilità organica all’interno delle risposte AI, che dipende dall’ecosistema di informazioni attraverso cui il modello riesce a comprendere e contestualizzare una struttura. Dall’altra c’è la visibilità pubblicitaria, acquistabile attraverso ChatGPT Ads e collocata separatamente rispetto alla risposta. Sarà vero? Quanto durerà?

