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Digital Tourism 2026: innovazione e sostenibilità per Destinazioni Smart

Si è appena tenuto a Padova l’evento che ha riunito rappresentanti ed esperti del turismo per confrontarsi sui principali temi di attualità, tra intelligenza artificiale, cultura del dato e valore umano, e interrogarsi sugli scenari futuri. Scopri di più sui contenuti emersi durante il Digital Tourism 2026.

Il 4 novembre si è svolto presso il Centro Culturale Altinate San Gaetano di Padova il Digital Tourism 2026, l’evento annuale dedicato all’innovazione digitale nel turismo, promosso dalla Regione del Veneto e cofinanziato dall’Unione Europea. 

Arrivato alla sua decima edizione, quest’anno ha dedicato una giornata intera alla scoperta degli scenari dell’innovazione tecnologica e delle nuove soluzioni digitali disponibili per il mercato dell’ospitalità e del travel, con la partecipazione di esperti e testimonial che hanno saputo portare innovazione e cambiamento per un turismo più “intelligente” e sostenibile. 

Le tematiche presentate

L’edizione 2026 ha offerto una panoramica completa sulle trasformazioni in atto nel turismo, sottolineando come la transizione verso modelli “smart” non sia solo un’opzione tecnologica, ma un vero cambiamento strutturale della governance territoriale. 

Tra le diverse tematiche affrontate durante la giornata, quelle più ricorrenti sono state: intelligenza artificiale, strategie innovative per le Smart Tourism Destination, gestione integrata delle destinazioni attraverso il Destination Management System (DMS) regionale e turismo data-driven. In particolare, dai numerosi interventi è emerso come l’impiego dell’AI generativa e dei sistemi conversazionali stia ridefinendo la customer journey del viaggiatore, spostando l’interazione dai tradizionali motori di ricerca verso raccomandazioni personalizzate assistite da agenti virtuali. Parallelamente, sono stati discussi temi cruciali quali l’integrazione della sostenibilità ambientale e sociale, l’evoluzione delle competenze umane per il Destination Management del futuro e la cultura del dato come base strategica per prendere decisioni, con quest’ultimo panel che ha visto il coinvolgimento diretto dell’Osservatorio del Turismo Regionale Federato del Veneto (OTRF). 

Il messaggio trasmesso in tutte le sessioni è stato unanime: la tecnologia ha il compito di potenziare il fattore umano e migliorare la qualità dell’accoglienza, ma non potrà mai sostituirsi completamente al contatto autentico con le persone.

Cultura del dato e turismo data-driven

La sessione dedicata alla cultura del dato ha posto l’accento sulla necessità di superare la mera raccolta statistica per trasformare le informazioni in uno strumento strategico concreto di governance territoriale. 

Tra gli interventi, quello di Visit Piemonte ha ribadito l’importanza di analizzare sia la quantità dei flussi sia i comportamenti, la capacità di spesa e le aspettative dei visitatori; ha inoltre presentato alcuni degli Osservatori Turistici Locali derivati da quello regionale e un focus d’analisi per ciascuno, in base al proprio prodotto turistico principale. L’Osservatorio del Turismo Regionale Federato del Veneto ha invece illustrato il concetto della governance multilivello del dato, introdotta con le linee guida regionali (DGR 114/2026), che fa chiarezza su ruoli e competenze in capo al livello regionale, a quello di destinazione e infine a quello territoriale; non è mancato uno sguardo al futuro, delineando le traiettorie evolutive della piattaforma. 

È stato infine presentato l’approccio integrato di ISNART, basato sul monitoraggio combinato di indagini campionarie, Location Intelligence (tramite dati di telefonia, traffico web e app) e Transaction Analysis (tramite transazioni Mastercard). Questo patrimonio informativo consente di misurare in modo puntuale l’impatto economico immediato e indotto dei grandi eventi, di collocare la maturità dei prodotti turistici lungo la curva teorica di Butler tramite la piattaforma Stendhal Data Explorer e di analizzare gli impatti del cambiamento climatico sull’attrattività delle destinazioni.

Fotografia d’impresa: il turismo tra dati e tendenze

Il panel incentrato sulle tendenze del sistema imprenditoriale turistico si è focalizzato sulle evidenze presentate dall’Ufficio Studi di Unioncamere del Veneto e SL&A. L’Indagine Congiunturale sui servizi turistici in Veneto, condotta trimestralmente nell’ambito delle attività dell’OTRF su un campione rappresentativo di circa 1200 imprese, ha evidenziato per il 2026 una lieve ripresa del fatturato complessivo (+4,6% tendenziale), sostenuta in particolare dal comparto alberghiero (+7,8%). 

Sul fronte della digitalizzazione, nel II trimestre 2026, il 31% delle unità intervistate vende servizi via Internet, con quote che salgono fino al 91% nel settore alberghiero e al 68,9% nelle imprese di dimensioni medio-grandi. Ciononostante, la canalizzazione delle prenotazioni vede ancora la prevalenza del contatto diretto (72%) rispetto a quello indiretto (23%). 

L’indagine ha inoltre acceso i riflettori su due elementi critici: la gestione dei rischi legati al cambiamento climatico e la forte sofferenza sul fronte occupazionale. Il 10,7% delle aziende esprime la propensione ad assumere nuovo personale, ma oltre il 90% degli operatori segnala difficoltà stabili o in aumento nel reperimento di collaboratori; fenomeno collegato anche ai turni gravosi, alla stagionalità e alla ricerca di profili qualificati e trasversali, in coerenza con quanto evidenziato anche dalle analisi del Research Department di Banca Intesa Sanpaolo.

Valorizzazione delle competenze umane e dei profili emergenti

La gestione delle destinazioni turistiche del futuro richiede un profondo ripensamento delle competenze e della riorganizzazione interna secondo una logica aziendale. Nel panel dedicato alle risorse umane nelle destinazioni è emersa la necessità di affiancare alle competenze gestionali e operative tradizionali nuove professionalità trasversali, capaci di integrare gestione del rischio, analisi dei dati, transizione ecologica e governance orizzontale. 

Gli interventi guidati dal CISET hanno affrontato lo stesso tema ma all’interno del sistema imprenditoriale veneto. Ne è emerso come l’introduzione di progetti pilota dedicati al welfare aziendale, alla riorganizzazione flessibile dei turni e all’uso dell’AI nelle attività di reception consenta di creare valore sia per le imprese che per i lavoratori. 

Infine, è stata portata sul palco una testimonianza diretta del Master di I livello in Turismo 4.0 – Smart Tourism Destinations dell’Università degli Studi di Padova. Attraverso il racconto delle occasioni di raccordo tra mondo universitario e sistema lavorativo, l’intervento ha messo in evidenza la necessità di un approccio di questo tipo per agevolare il match. In partenza il nuovo anno del Master, con termine di iscrizione il prossimo 23 novembre.  

In sintesi, Digital Tourism 2026 ha tracciato la rotta per un modello turistico evoluto, dove l’innovazione tecnologica e la cultura del dato si integrano con la sostenibilità territoriale e la centralità delle relazioni umane. Le evidenze emerse confermano che dotarsi di dati validi di rilevanza turistica e strumenti di Intelligenza Artificiale rappresentano leve fondamentali per orientare in modo efficace ed efficiente le scelte strategiche ed operative del Destination Management. Tuttavia, la vera competitività delle destinazioni continuerà a dipendere dalla qualità del capitale umano, dalla formazione specialistica e dalla capacità delle reti pubbliche e private di collaborare secondo una visione condivisa.

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