Da una fotografia del traffico aereo europeo e italiano ai più recenti dati sui voli del Polo Aeroportuale Nordest, resi disponibili grazie alla collaborazione con SAVE.
Trend di crescita per il Polo Aeroportuale Nordest
Oltre 2,1 milioni di passeggeri sono transitati negli scali del Nordest nel mese di luglio 2026: un balzo in avanti del 9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ottime performance per l’aeroporto di Venezia, che da solo registra un traffico pari a 1,3 milioni di passeggeri e una crescita sull’anno precedente di quasi il 13%. Gli spagnoli, insieme agli inglesi e ai tedeschi, sono quelli che hanno frequentato di più lo scalo, che ha ospitato una quota di traffico incoming di circa il 70%. Anche Verona e Treviso seguono la scia della crescita, attestandosi rispettivamente attorno al +6% e al +1,7% rispetto a luglio 2025.
I risultati positivi dell’Europa
Del resto, è evidente che la domanda di trasporto aereo rimane solida, con l’Italia che occupa una posizione centrale nei flussi, con buoni risultati nei primi sei mesi dell’anno. Rispetto agli altri paesi europei, infatti, il volume di traffico sale del 6,3%, contro una crescita media dello 0,2% rispetto all’anno precedente. In generale, le compagnie aeree del Vecchio Continente hanno registrato un aumento del 3,1% di passeggeri internazionali, mentre la capacità (posti-chilometro disponibili) è anch’essa cresciuta del 3,2%.
L’estate è stata più che positiva: in base ai dati Eurocontrol, dall’inizio dell’alta stagione il traffico aereo è cresciuto del 2,3% rispetto allo scorso anno, mentre i ritardi legati al sistema Atfm sono scesi del 19%.
Scenari di crisi per il trasporto aereo
L’incognita del conflitto in Medio Oriente (che a luglio ha avuto un calo del traffico del -9,5%) e della conseguente incertezza nell’area del Golfo resterà una delle principali variabili per il settore e per il turismo tutto.
Oxford Economics ha delineato tre possibili scenari legati all’evoluzione del conflitto: la crescita prevista dei viaggi globali nel 2026 è del 6%, in diminuzione di circa l’1% in caso di pace non duratura e addirittura del 3% qualora il conflitto fosse destinato a protrarsi, con effetti fino al 2027. In quest’ultimo scenario, a conclusione della stagione estiva, oltre al normale calo dell’operatività, le singole compagnie potrebbero ridurre ulteriormente le frequenze dei voli per far fronte al crescente costo del carburante, che finora ha generato una diminuzione piuttosto contenuta.
Nuovi collegamenti con l’Italia
Positivo è l’andamento degli investimenti delle compagnie aeree in Italia, che sembrano decidere per una presenza sempre più stabile nel nostro Paese. Per il 2027 molte compagnie internazionali aggiungeranno nuovi collegamenti con l’Italia, ad esempio in Veneto voleranno Egyptair (dal Cairo due volte la settimana su Venezia) e Royal Air Maroc (con il collegamento Verona-Casablanca).
